Cerca nel sito
       

Progetto Formazione Uicc 2009 - Vedere la Scienza a Mantova

Rassegna di film scientifici ed incontri

Vedere la Scienza è una manifestazione nata a Milano nel 1997 su iniziativa dell’Università degli Studi di Milano con il proposito di presentare la migliore produzione di film, documentari e video a soggetto scientifico provenienti dal mondo.

Vedere la Scienza è cresciuta nel corso degli anni, guadagnando il sostegno della Provincia di Milano e la collaborazione della Fondazione Cineteca Italiana; dal 2002 ha potuto svolgersi in varie città italiane (Bari, Bologna, Ferrara, Firenze, Genova, Modena, Parma, Pavia, Potenza, Torino) e dal 2006 è evoluta in Vedere la Scienza Festival. Accanto alla tradizionale rassegna, il Festival ospita una competizione internazionale articolata in cinque categorie, dai generi tradizionali alle più recenti forme di audiovisivi.
Film di autori indipendenti e di grandi case di produzione, video brevi e fiction televisive, opere inedite e classici della storia del cinema: la manifestazione si propone come luogo di incontro di generi, tecnologie e discipline diverse, raccolti intorno all’obiettivo comune di vedere, e far vedere, la scienza.
Il programma della manifestazione è pensato per diverse fasce di pubblico: le mattine sono dedicate alle scuole, con la presenza di esperti e docenti che introducono e commentano le proiezioni; di sera invece l’appuntamento è con film recenti o classici del cinema che gli spettatori possono rivedere o scoprire per la prima volta su grande schermo. Di anno in anno l’attualità o ricorrenze significative offrono lo spunto per le sessioni.
 
Vedere la scienza a Mantova
Nell’autunno del 2008 il cinema del carbone ha organizzato, in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione della Provincia di Mantova e con la UICC, Vedere la scienza a Mantova, una selezione dei migliori film proposti nel festival milanese proposti al mattino per gli studenti delle scuole e alla sera per il pubblico indifferenziato.
La rassegna 2008 ha visto la proiezione di All'ombra della luna di David Sington (presentato dal giornalista Antonio lo Campo) sulle esplorazioni spaziali; Capire il libro della vita e Nuovi trucchi con il DNA di Jack Micay (presentati da Leonardo Congiu - Università degli Studi di Padova) sulla genetica; Cibo dai rifiuti di Rob van Hattum (presentato da Mario Grosso - Politecnico di Milano) sul tema dei rifiuti e La grande idea di Einsteindi Gary Johnstone (presentato da Silvio Bergia - Università degli Studi di Bologna) sulla storia della fisica.
La risposta alla manifestazione è stata estremamente positiva, considerato soprattutto che si trattava del primo anno. Tutte le proiezioni del mattino pensate per le scuole sono andate esaurite, ed è stato necessario per uno dei film organizzare una replica visto l’altissimo numero di classi interessate.
Dopo il successo dello scorso anno, Il cinema del carbone si propone di portare anche nel 2009 Vedere la Scienza a Mantova, per offrire alla città e alla provincia un'importante occasione di riflessione sui temi scientifici, così centrali nella risoluzione delle principali questioni che attraversano il mondo contemporaneo e nel contempo così trascurati in un ambiente culturale come quello italiano che da sempre ha privilegiato gli studi umanistici.
La collaborazione con l'Università degli Studi di Milano permetterebbe di portare a Mantova in autunno una selezione dei film proposti nelle ultime edizioni di Vedere la Scienza Festival in primavera, in modo da proporre film sempre attuali e in linea con i più recenti traguardi della ricerca scientifica.
La formula prevedrà anche quest’anno la proiezione di quattro film nell'arco di un mese con cadenza settimanale, proposti la sera per il pubblico indifferenziato e il mattino seguente per le scuole della provincia di Mantova. I film saranno scelti in modo di toccare - nell'arco della rassegna di ogni anno - discipline e argomenti diversi (matematica, fisica, biologia, medicina, scienze della terra, energia, chimica, astrofisica, climatologia, etc.).
I titoli dei film inseriti nella rassegna 2009 saranno definiti subito dopo il festival milanese di aprile, in modo da poter dare una prima comunicazione agli insegnanti già prima della fine dell’anno scolastico 2008-9. Le probabili date della rassegna saranno 17-18 e 24-25 novembre, 2-3 e 9-10 dicembre.
Le proiezioni, ad ingresso libero, saranno sempre precedute e seguite da una presentazione e una discussione affidate ad un esperto delle tematiche trattate nei film. Nel caso di un elevato numero di richieste da parte delle scuole, le proiezioni verranno replicate per più mattine.
I film stranieri vengono proposti in lingua originale con sottotitoli italiani, offrendo un'ulteriore elemento formativo per i ragazzi che potranno familiarizzare con il lessico scientifico in lingua inglese con cui dovranno misurarsi nel prosieguo dei loro studi.
Ogni film - sia nella sessione serale, sia in quella del mattino - sarà introdotto e animato da un esperto delle singole discipline. Tutte le proiezioni si terranno al Teatreno (piazza don Leoni, 18 - Mantova).
 
Il programma di Vedere la scienza a Mantova 2009
 
martedì 17 (ore 21.15) e mercoledì 18 (ore 10.30) novembre
L'interpretazione di Copenaghen
di Lars Becker-Larsen, Danimarca, 2004, 58'
 
All’inizio del XX secolo le conoscenze dei fisici cominciavano a spingersi nel micromondo dell’atomo, per conoscere la materia nei suoi più piccoli costituenti. Ma una nuova teoria era pronta a sfidare ogni precedente concezione: secondo il fisico danese Niels Bohr, quando si osserva il micromondo, gli strumenti e le modalità di osservazione producono un’influenza che non è possibile trascurare. In altre parole non è possibile osservare la natura così come è nella realtà, perché è la stessa operazione dell’osservazione a modificarla. L’asserzione era forte e naturalmente produsse forti opposizioni. Tra queste spiccava in particolare quella dell’amico Albert Einstein, che non poteva concepire l’idea che il mondo sia così strano e casuale, ritenendo anche che la fisica è un tentativo concettuale di conoscere la realtà come è, indipendentemente dal fatto che venga osservata.
Ma ancora oggi molti scienziati discutono e non concordano sulle conseguenze di questa teoria e sulla comprensione della natura.
L’interpretazione di Copenhagen, controversa fin dal principio, prende il nome dalla città danese dove fu concepita, nel 1927, mentre Bohr e Heisenberg collaboravano. Basato su materiale d’archivio originale e interviste con un gran numero di fisici di fama internazionale il film ripercorre lo scisma filosofico che si originò sullo sfondo delle teorie di Bohr.
La storia è anche stretta attualità. A Vienna, ad esempio, riproduzioni moderne degli esperimenti principali della meccanica quantistica hanno chiaramente dimostrato che i più piccoli costituenti della natura sono un mondo paradossalmente diverso: gli strani fenomeni quantici possono essere verificati anche su grandi distanze; i fisici hanno compreso le potenzialità di queste ricerche, che potranno trovare applicazione in una futura generazione di computer estremamente veloci.
 
Presenta il film Carlo Jacoboni. Carlo Jacoboniè docente di Meccanica quantistica e di Complementi di Fisica Teorica presso l’Università degli Studi di Modena.
 
martedì 24 (ore 21.15) e mercoledì 25 (ore 10.30) novembre
La rivoluzione copernicana: la Terra si muove
di Lars Becker-Larsen, Danimarca, 2008, 52'
 
Nel 1543, con la sua celebre opera De revolutionibus orbium coelestium, l’astronomo polacco Niccolò Copernico avanzò una concezione rivoluzionaria: la Terra non è immobile al centro dell’universo ma è un pianeta in moto intorno al Sole. Un’asserzione destinata a sollevare l’accesa opposizione della Chiesa e a modificare profondamente la visione del cosmo.
Il film racconta la storia di questa rivoluzione dell’Europa rinascimentale, che ha visto molti protagonisti nei due secoli successivi, come il danese Tycho Brahe, con le sue pionieristiche osservazioni di corpi celesti e Johannes Kepler, a cui si devono le tre leggi che descrivono il moto ellittico dei pianeti intorno al Sole; Galileo Galilei e le prime fondamentali osservazioni al telescopio e Isaac Newton con la teoria della gravitazione. Il processo di accettazione della nuova rappresentazione del cosmo richiese tempo e fu foriero di ostilità e di persecuzione nei riguardi dei suoi sostenitori, fino a costare la vita, come nel caso di Giordano Bruno. Fu un processo articolato, in cui giocarono un ruolo importante persino le idee alchimistiche diffuse all’epoca. E portò a un risultato di cui l’intera comunità scientifica fa tesoro ancora oggi: l’affermazione del moderno metodo scientifico.
Oggi i satelliti esplorano i confini del Sistema Solare e gli astronomi usano i telescopi spaziali per osservare ciò che portò Giordano Bruno al rogo: pianeti in altri sistemi solari lontani molti anni luce. Un nuovo modo di osservare l’universo, che deve le sue radici alla rivoluzione copernicana.
 
Presenta il film Aniello Mennella. Astrofisico e ricercatore presso il Dipartimento di Fisica dell’Università Statale di Milano, Aniello Mennella si occupa da diversi anni di cosmologia sperimentale, lavorando nell’ambito della missione Planck dell’Agenzia Spaziale Europea, oltre che di divulgazione scientifica tenendo conferenze e incontri nelle scuole e curando la realizzazione di prodotti multimediali.
 
martedì 1° (ore 21.15) e mercoledì 2 (ore 10.30) dicembre
Le vie dei farmaci
di Michele Mellara e Alessandro Rossi, Italia, 2007, 53'
 
Ogni giorno 40.000 persone, nel Sud del mondo, muoiono per malattie facilmente curabili. Muovendo da questa urgenza sanitaria, a cui pubblico e media occidentali sembrano essere tristemente assuefatti, Le vie dei farmaci indaga il problema dell’accesso ai farmaci essenziali nei paesi in via di sviluppo, in collaborazione con l’organizzazione Medici senza Frontiere. Il documentario-inchiesta affronta il problema dal punto di vista medico, sociale, economico e politico, per capire a quale livello insorgano gli ostacoli nella distribuzione dei farmaci, e quali possibilità vi siano per risolvere un problema che riguarda centinaia di milioni di persone.
Lo spettatore è subito introdotto al principale attore in gioco, Big Pharma, cappello sotto cui ci sono le dieci maggiori aziende farmaceutiche mondiali. La sua descrizione è affidata alla grafica, asciutta e immediata: si apprende così, per esempio, che nella classifica delle prime 500 multinazionali il profitto di Big Pharma supera quello delle altre 490 messe insieme, e che il reddito complessivo registrato nel 2004 è paragonabile, per entità, al prodotto interno lordo della Danimarca. La denuncia di questo stra-potere è funzionale a comprendere le principali vicende di cronaca e politica sanitaria della storia recente; il film le ripercorre alternando contributi originali e immagini d’archivio dell’Istituto Luce, inserti grafici e filmati della Cineteca di Bologna e della collezione africana Steps for the Future.
 
Presentano il film i registi Michele Mellara e Alessandro Rossi. Autori, registi, ideatori di eventi, Michele Mellara e Alessandro Rossi lavorano insieme in un solido sodalizio artistico da circa quindici anni. Cimentandosi, con una buona dose di eclettismo, nel cinema, nel documentario creativo, nel teatro e nella creazione di eventi, il loro originale percorso artistico è stato riconosciuto dal pubblico e dalla critica sia a livello nazionale che internazionale.
 
mercoledì 9 (ore 21.15) e giovedì 10 (ore 10.30) dicembre
Specie di specie
di Denis Van Waerebeke, Francia, 2008, 82'
 
Avreste mai detto di essere un amniota come l’aquila reale o un tetrapode come il serpente a sonagli? Davvero poco intuitivo! Tuttavia, dal punto di vista evolutivo, è proprio così. Lontano nel tempo il comune antenato dei serpenti ha scoperto come strisciare e di conseguenza ha “perso” i suoi piedi.
L’obiettivo di Specie di specie è indagare a fondo il cespuglio evolutivo e dimostrare che i milioni di specie che popolano il pianeta, inclusi gli uomini, appartengono tutti a un’unica grande famiglia.
Come possiamo classificare le specie viventi? Quali caratteristiche dovremmo usare? Il numero delle zampe? La presenza di ali o piume?
Il film ci informa sullo stato delle conoscenze attuali e rettifica alcune idee evolutive superate ma ancora diffuse: l’uomo non discende dalla scimmia ma condivide con questo animale un lontano antenato in comune. E non si pensi che siamo più evoluti dei batteri: l’uomo ha inventato di tutto, ma il batterio è capace di riprodursi 14 volte al minuto a una temperatura di 100 °C. Provate a fare altrettanto!
Specie di specie offre una visione rinnovata dell’albero della vita, permettendo di scoprire i legami di parentela (a volte sorprendenti) fra l’uomo e le altre specie viventi. In modo chiaro e con stile vivace fa il punto sullo stato delle scienze della vita oggi: dallo studio dell’evoluzione alle curiose soluzioni escogitate dalla natura, evidenzia i termini del dibattito scientifico in corso a proposito della comparsa della vita sulla Terra e della sua evoluzione.
 
Presenta il film Marco Ferraguti. Marco Ferraguti è docente di Evoluzione Biologica presso l’Università Statale di Milano. Docente guida del dottorato in Biologia Animale e già Direttore scientifico della Biblioteca Biologica della stessa università, è autore di numerosi saggi pubblicati su riviste internazionali.

Info sul sito www.ilcinemadelcarbone.it

 
top.gif (154 byte)

Per informazioni, commenti o problemi relativi al sito contattateci attraverso l'apposito modulo  
Piazza Oderico da Pordenone, 1 sc. E - 00145 Roma  Tel/fax 06.4827358
 

.: HOME :.                  .: NEWS :.         .: LINKS :.         .: CONTATTI :.         .: FAQ :.         .: CHAT :.