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La terra non brucia

In collaborazione con Esiba Arte - Siracusa

Se pensiamo di conoscere il nostro nemico perché il conflitto - positivo e propositivo - non scoppia, perché trova difficoltà di innesco, perché non si riesce a capire per cosa vale la pena davvero combattere, in definitiva… perché la terra non brucia?

Vogliamo raccontare quella che sembra impossibilità dell’azione, montare di tensioni e forze che non riescono a diventare movimento di muscoli, scatto d’azione, proposta, parola.

Vogliamo farlo, come al solito, con l’unico linguaggio che conosciamo: quello dell’impegno e della proposta.

La mostra di Davide Monteleone “La linea inesistente” dal 4 dicembre è stata visitabile presso la Galleria Montevergini: è il racconto fotografico di quel lungo tratto d’Europa che Winston Churchill, nel marzo 1946, chiamò la cortina di ferro. Davide Monteleone, che sarà presente all’evento il 29 dicembre, ha percorso 4.000 Km in auto per documentare, a vent’anni dal crollo della cortina di ferro, i cambiamenti avvenuti in questa parte di Europa. È un lavoro importante, forte, bello. Aperto gratuitamente al passaggio di quanti vogliono cercare un pezzo di storia che porti dritto al presente, il nostro presente.

Un presente che sentiamo immobile, fermo e fermato, sul quale il 30 dicembre abbiamo potuto ascoltare le parole di Mario Tronti che da anni è voce ferma sulla necessità di un momento critico alla democrazia reale. A lui abbiamo chiesto se davvero oggi la democrazia è antirivoluzionaria perché è antipolitica poiché stabilizzata da un processo di spoliticizzazione e neutralizzazione che è apolitica.

Un presente non altro, un presente che c’è, da conoscere e vivere per ripartire. Per questo prima di discutere sul fatto che “un’altra Italia è possibile!” crediamo sia doveroso dire, con forza, che “un’altra Italia è!” ed è con logiche diverse, opposte, critiche a quelle che invece vediamo quotidianamente rappresentate. Abbiamo cercato le loro storie e le abbiamo raccontate per tutta la durata della manifestazione nella forma di Visioni Doc insieme a tutti gli altri contributi video - documentaristici e non - che rappresenteranno, da una parte, una società inerte, pigra, che non si esprime, dal movimento zoppo, svuotato di potenza, e, dall’altra, l’emergere di microstorie, di azioni e gesti che nella biografia dei singoli e dei luoghi sono grandi rivoluzioni ma che faticano ad entrare nella storia, a diventare moltitudine.

Esattamente come i tre protagonisti di ‘Anamorfosis’, l’ultimo spettacolo della nostra compagnia teatrale, che abbiamo portato in scena per la prima volta a Siracusa il 27 dicembre. I tre protagonisti portano con sé il segno di un germoglio marziale. Eppure ognuno di loro viene da vite diverse, da punti dello spazio e del tempo diversi. Ognuno di loro è incastrato in uno spazio comune in grado di migrare da una forma all'altra perché tutti e tre sono stati testimoni di qualcosa che ha innescato in loro una missione che ancora ignorano. Una missione come quella per la quale vale la pena di combattere in Metropolis, il capolavoro di Fritz Lang musicato dal vivo dai Supershock che abbiamo presentato il 30 dicembre a chiusura della manifestazione.

Info: www.esiba.it

 
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