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Festival del Cinema Invisibile - VII Edizione

In collaborazione con il Circolo "Fiori di Fuoco" di Lecce

La settima edizione del “Cinema Invisibile – Festival Indipendente Italiano”, ideata, finanziata e diretta da Nicola Neto e Ornella Striani del Cineclub Fiori di Fuoco di Lecce e organizzata unitamente alla U.I.C.C. con il patrocinio e il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per il Cinema e in collaborazione con Astragali Teatro, si è svolta a Lecce nei giorni 1, 2 e 3 novembre 2012, proponendo 27 film in concorso (di cui 23 cortometraggi, 3 mediometraggi, 1 lungometraggio) tra fiction e documentari, un lungometraggio fuori concorso, incontri con autori e un dibattito. Il concorso, riservato a film italiani senza limiti di tema, genere e durata, ha visto la partecipazione delle migliori opere del cinema indipendente italiano dell’ultimo biennio, alcune ancora inedite.
Il Festival si è tenuto nei primi due giorni presso il Teatro Paisiello con un programma che, dalle 19.00 alle 24.00, ha alternato corti e mediometraggi, introdotti dai direttori artistici e seguiti dall’incontro con i rispettivi autori.
La giornata conclusiva si è svolta presso il Teatro Astragali, con la proiezione di due lungometraggi e con un dibattito dal titolo “Cinema e teatro: affinità e divergenze”.
Attraverso la fiction e il documentario, il cinema italiano indipendente si è rivelato ancora una volta capace di tracciare un ritratto insolito ed acuto della penisola, spesso più fedele e nitido del cinema ufficiale, perché somma risultante di microstorie generate dalle molte terre che compongono la geografia della nostra complessa unità nazionale. L’itinerario 2012 del Festival si è mosso attraverso i segni inevitabili di un’inquietudine sociale e psicologica, echi della cronaca violenta e inspiegabile (“L’appartamento di Giulia”) e atmosfere kafkiane (“Il signor H”), traducendo in immagini il senso di assurdità e impotenza dell’oggi. Tuttavia la voce della memoria, la tempra di un’umanità semplice ma dignitosa, il sorriso di chi ha radici originarie, ha riscaldato alcune storie con un sole tutto nostro: la psicosi ha rimedi antichi e più efficaci (“The dreamer”), le favole di una volta sorreggono nella difficoltà (“Pollicino”), le marginalità possono incontrarsi e tendersi la mano (“Il pedone avvelenato”), la fantasia ci libera da noi stessi (“Adesso come adesso”), l’ingenuità dell’infanzia resiste alla violenza degli adulti (“Corti”). Ci si sarebbe aspettato il profilo di un’Italia piegata dalla crisi e sconfitta nella sua essenza e invece emerge dai soggetti un’ironia viva e vegeta (“Lavoro/prodotto”), un surrealismo al vetriolo (“Vodka tonic”), una consapevolezza pungente (“Il primo giorno di primavera”). Sperimentalismo e documentario si fondono in poesia per immagini, sfiorando luoghi e memoria in dialogo con il presente (“Eco da luogo colpito”) o sussurrandoci ricordi senza narrarli (“Chantier humain”).
Molti erano i viaggiatori, idealmente compagni di Ulisse, in cerca di un approdo: a casa, come per un sopravvissuto alla guerra (“Nostos”), su un lembo di terra migliore, come per un migrante sfortunato (“La decima onda”), tra le braccia della mamma lontana (“L’attesa”), per un sogno da inseguire, nonostante tutto (“Mani fasciate”), attraversando sentieri arcaici (“In pecore pecunia”) e nuove commistioni tra modernità e tradizione (“Old is the new”), luoghi familiari (“Totem blue”) e paesi esotici (“I fiori alla finestra”). Un lungo percorso che non ha dimenticato Lucio Dalla al quale è stato dedicato un omaggio (“Dalla parte del mare”).
La giuria, composta dai docenti dell’Università del Salento Pietro Fumarola (sociologia) e Eugenio Imbriani (antropologia), dal regista Filippo Ticozzi e dalle giornaliste Carla Petrachi e Valeria Raho, ha assegnato il premio “Miglior Film 2012” in ex aequo ai documentari CHANTIER HUMAIN di Simone Cinelli (motivazione: “Un film che, riprendendo “Portret” di Sergej Loznitsa, immobilizza l’uomo sul luogo del fare quotidiano, sottraendolo – in tutti i sensi - al ciclo produttivo, e sottolineandone l’immanenza”) e ECO DA LUOGO COLPITO di Carlo Michele Schirinzi (motivazione: “La pellicola è capace di cogliere, attraverso la luce e il disorientamento di corpi adolescenti, la solitudine di un luogo dell’abbandono, vibrante di voci che la dimenticanza non attenua, bello nella bellezza della rovina”).
Gli altri premi assegnati: menzione della giuria per POLLICINO di Cristiano Anania; miglior regia per IL SIGNOR H di Mirko Dilorenzo; miglior sceneggiatura per NOSTOS di Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis; miglior fotografia per ECO DA LUOGO COLPITO di Carlo Michele Schirinzi; miglior montaggio per VODKA TONIC di Ivano Fachin; miglior interpretazione per Leo Gullotta nel film CORTI di Angelo Cretella; Premio Speciale Cineclub per ADESSO COME ADESSO di Michele Casiraghi.

 
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